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L'idea di un nuovo progetto umanitario a carattere, scientifico e culturale didattico, nasce da una collaborazione amatoriale tra due gruppi speleologici Italiani Gruppo Speleologico Carnico "Michele Gortani" ed il Gruppo Grotte Novara e il professor Jasminko Mulaomerovic, rappresentante del Centro Culturale Bosniaco e presidente del gruppo speleologico di Sarajevo.
I due gruppi speleologici italiani hanno già operato in territorio bosniaco, eseguendo una ricognizione logistica esplorativa nell'anno 2002, una
spedizione speleologica nell'anno 2003 ed una ricognizione logistica operativa nel mese di marzo di quest'anno.
L'esperienza vissuta con le realtà speleologiche locali è stata notevolmente positiva e si è instaurato un rapporto di massima fiducia che ha permesso di svolgere tutte le attività speleologiche in totale tranquillità e sicurezza, pur operando su un territorio che presenta degli imprevisti, ideologici culturali e d'integrità fisica (residui bellici attivi).
Questo permetterà, di svolgere, grazie al contributo degli istruttori della Scuola Nazionale di Speleologia del C.A.I. il primo corso di introduzione alla speleologia in Bosnia Erzegovina per affrontare così i temi di studio ipogeo in piena sicurezza: tutto questo è reso possibile grazie all'impegno amatoriale dei componenti i gruppi citati che contribuiscono a realizzare uno degli obiettivi del progetto, concorrendo altresì a rafforzare il concetto di collaborazione di cui noi italiani siamo ambasciatori nel mondo.
Carattere umanitario.
Individuare, attraverso informatori locali, la presenza di cavità sul territorio e, riconosciuta la tipologia (orizzontale/verticale) della cavità, eseguire il posizionamento con mezzi tecnici (GPS), quindi riportarlo su cartografia a scala 1:25.000-1:50.000 e successivamente, in base alle informazioni raccolte, verificare con l'ispezione visiva eventuali resti umani presenti al loro interno. La raccolta dei dati può essere effettuata con l'aiuto di interpreti locali che parlano il serbo/croato nella forma dialettale delle singole aree di ricerca; il tutto con la massima correttezza ed il pieno rispetto delle tradizioni culturali e religiose proprie della popolazione locale.
Il risultato della ricerca, oltre a fornire le basi per creare la ricerca scientifica successiva, permetterà di acquisire informazioni atte all'individuazione di fosse comuni e comunicarle alle organizzazioni presenti in Bosnia che, di conseguenza, informeranno i familiari del ritrovamento; inoltre potranno essere acquisite informazioni su eventuali depositi di armi presenti all'interno delle grotte, armi che saranno messe a disposizione dei militari operanti sotto il comando SFOR.
Carattere scientifico.
Catalogare, attraverso la ricostituzione di un catasto aggiornato, le cavità visitate e suddividerle per tipologia in: orizzontali, verticali, attive, semiattive, fossili e semifossili, assegnando un codice di identificazione progressivo ad ognuna. Quantificare nelle grotte attive di risorgenza la portata d'acqua per analizzarne la potabilità e in seguito, con l'aiuto di coloranti biologici, il bacino di assorbimento. L'operazione permetterà l'individuazione delle falde acquifere e la protezione di un bene prezioso e primario quale l'acqua.
Carattere culturale didattico.
Organizzare, in sinergia con le realtà locali speleologiche, corsi di formazione e di aggiornamento che permetteranno di creare nuove "leve" al servizio della speleologia e della ricerca in Bosnia Erzegovina, che costituiranno il futuro della ricerca.
Il primo corso di introduzione alla speleologia che si è svolto dal 3 al 12 settembre 2004, con direttore Tecnico Giandomenico Cella, organizzatore logistico Antonio Torre e gruppo referente Speleolosko "DODO" di Sarajevo.
Inoltre trasmettere i dati raccolti ai centri di cultura locali e nazionali affinché possano essere oggetto di studio da parte delle persone preposte a tale scopo e collaborare alla pubblicazione di testi scientifici con articoli e patrocini mirati a dare risalto all'attività di ricerca e studio intrapresi al progetto.
Il progetto ha ottenuto i patrocini della SSI e del CAI
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| La SSI non è responsabile dei contenuti della presente pagina, che impegnano soltanto i referenti del progetto. |