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  Messico - Tlàloc 2008

Risultati

Il 9 marzo 2008 è partita la spedizione speleologica Tláloc 2008, che si è svolta in due zone indagate già in occasione di precedenti visite, negli stati di Puebla e Chiapas (Messico). A questa spedizione hanno preso parte diversi componenti di vari gruppi speleologici di Sicilia e Lombardia, insieme ad alcuni speleologi Messicani. Il nome prescelto, "Tláloc”, si riferisce al Dio Azteco della pioggia.

I gruppi partecipanti sono:
- Speleo Club Ibleo (Ragusa)
- Gruppo Speleologico Belpasso
- Gruppo Speleologico Bergamasco Le Nottole
- Gruppo Grotte Milano CAI-SEM:
- Gruppo Grotte i Tassi (Milano)
- Gruppo Speleologico Varesino CAI SSI;
- Speleo Club Orobico CAI (Bergamo)

Le precedenti esperienze speleologiche dei componenti spaziano dall’effettuazione di varie spedizioni all’estero in tutti i continenti alla pubblicazione di lavori documentativi sui fenomeni carsici presenti in Italia, dalle esplorazioni di importanti cavità in varie regioni Italiane all’organizzazione di eventi di rilievo nazionale.

E' stato anche fatto affidamento su speleologi messicani, oltre a diversi rappresentanti del gruppo URION e della federazione nazionale UMAE.
La collaborazione con la speleologia locale è messa in atto attenendosi alle regole etiche esposte nella Carta di Casola,  e nel UIS Code of Ethics, che mettono al centro dell’attenzione il rispetto per le popolazioni, le cavità e il lavoro dei ricercatori legati al territorio.

Obiettivo iniziale 

Nello stato di Puebla si proseguiranno le ricerche nella zona di Hueytamalco, nei pressi del villaggio di Atepetaco. Nella zona siamo stati già in occasione di due precedenti spedizioni nel 1998 e nel 2002, con l’esplorazione di numerose cavità, caratterizzate da copiosi torrenti interni. L’obiettivo attuale è di cercare di collegare i vari sistemi in un unico sistema principale, proseguendo le esplorazioni nelle grotte: Miquizco, Cochinos, Lagartijas, continuando l’esplorazione esterna a valle della dolina del Cocinero e localizzando l’eventuale risorgenza del sistema.
Oltre a ciò restano da verificare le numerose segnalazioni fatte dalla gente del luogo e le aree individuate in una ricognizione nel territorio circostante. Si tratta di altre sei zone inesplorate, in cui  ci sono stati indicati almeno due fiumi sotterranei, con pozzi e inghiottitoi, nella zona di Amatetel, poco distante da Atepetaco, lungo la strada per Hueytamalco. Altre possibilità di esplorazione ci furono suggerite l’ultimo giorno della nostra permanenza ad Atepetaco nella spedizione del 2002/2003, durante la fase dei saluti con gli abitanti del villaggio.

Seconda area di ricerca. 
Nello stato del Chiapas siamo stati durante la spedizione del 1998, anche lì l’area di esplorazione era interessante, una vasta area calcarea nei pressi di Comitán città quasi ai confini con il Guatemala, precisamente nel municipio di Las Rosas nei pressi del villaggio Nuevo Tepeyac.
Nell’area, a suo tempo, abbiamo fatto numerose scoperte di cavità ma non molto interessanti, solo poco prima di partire siamo riusciti a localizzare una zona di estrema permeabilità carsica; lungo un allineamento di faglia si apriva una serie di inghiottitoi dislocati dentro alcune profonde depressioni.
In un una prima analisi avevamo fatto delle ipotesi sul luogo, che comprendeva queste caratteristiche: asse di faglia orientata NNO/SSE, inghiottitoi nella parte nord e a sud, ad una distanza in linea d’aria di circa 5 Km, una notevole risorgenza di alcune decine di metri cubi di acqua al secondo; a est il massiccio, che da una quota minima di 800 m si eleva dolcemente fino a 2200. La faglia si protrae a nord per svariati chilometri e, come una barriera, non fa altro che raccogliere le acque dei monti convogliandole verso la risorgenza. Facile deduzione ma bisogna provarlo! Allora avevamo ormai poco tempo per capirci di più. Sono passati 10 anni, ma rimane la curiosità sull’ignoto scorrimento di queste acque sotterranee. Sarà scopo principale di questa spedizione esplorare quante più cavità possibile, al fine di studiare il fenomeno carsico di questa sorprendente nazione, in sinergia con gli amici speleologi del luogo e con il dovuto rispetto per la popolazione locale.

I precedenti
Era stata effettuata tra dicembre 2002 e gennaio 2003 una spedizione speleologica mista Italo-Messicana, denominata "Tláloc 2003", organizzata dai gruppi di Belpasso, Ragusa e Bergamo insieme ai Messicani di Agrupación Espeleológica URION e I.P.N. Instituto Politécnico Nacional, la parte fotografica è stata curata principalmente da Cesare Mangiagalli. 

I campi di ricerca avevano riguardato le zone di Hueytamalco (Stato di Puebla) e S. Andrés Tenejapan (Stato di Veracruz, vicino Orizaba), con la partecipazione di 10-12 speleologi. Nella zona di S. Andrés Tenejapan ci eravamo concentrati principalmente su 2 cavità: Capaka (Svil. >350m / Disl. -161m), senza tracce di precedenti esplorazioni, e Petlacala (Svil. >200m / Disl. -168m), già parzialmente esplorata. Per quanto riguarda la zona di Hueytamalco si trattava di un ritorno, visto che già nel 1998 erano state esplorate diverse cavità da parte di alcuni membri della spedizione. Sempre nel 1998 c’era stato il primo approccio con la zona carsica del Chiapas nei dintorni di Comitán. Un'apposita squadra si è dedicata alla documentazione fotografica delle spedizioni, allargando la sua sfera d'interesse anche ad altre grotte (carsiche e vulcaniche) di grande pregio estetico, tra cui merita senz'altro una citazione la grotta di Juxtlahuaca (Guerrero): una foto ripresa in quest’ultima cavità è stata prescelta per la pubblicazione sul sito della National Geographic Photo Critique (settembre 2003).

Le grotte note
Varie le grotte, esplorate in modo più o meno completo nelle precedenti spedizioni, su cui si pensa di insistere, tra cui spicca la grotta "Miquizco" (chiamata anche "Amiquisco"), con 1,5 Km circa di sviluppo. Si tratta di un enorme "Resumidero" (inghiottitoio) posto al fondo di una valle chiusa, in cui entra un fiume di discrete dimensioni. Alla "Miquizco" si può accedere anche più a valle, grazie a due baratri paralleli profondi circa 70 metri.
La Cueva del Cocinero (Svil. 190m / Disl. -57m) e il Sotano de los Cochinos (Svil. >500m / Disl. >80m) sono le due grotte che più hanno offerto soddisfazioni nel 2002/2003. Specialmente la seconda promette ancora sviluppi molto interessanti: il fiume interno è stato seguito parzialmente, sia a valle che a monte, e l'aria che percorre entrambi i limiti esplorativi lascia ben sperare. 

Patrocini
Società Speleologica Italiana
UMAE - Unión Mexicana de Agrupaciones Espeleológicas
ESRL - Ente Speleologico Regionale Lombardo
URION - Unión de Rescate e Investigación en Oquedades Naturales
Sostegno tecnico:
ALP Design – Equipaggiamenti speleo-alpinistici

Angelo Iemmolo e Giorgio Pannuzzo


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