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Dal 15 al 31 luglio 2007 alcuni esperti del Centro Studi Sotterranei di Genova sono stati impegnati, per l'ennesima volta, in una missione speleo-archeologica in Anatolia, su invito ufficiale del Dipartimento di Architettura della Gazi Universitesi di Ankara.
Roberto Bixio, presidente del Centro, Mauro Traverso, direttore tecnico, Andrea De Pascale, archeologo, e Alessandro Maifredi, geologo, con la supervisione dell'architetto Stefano Saj, direttore scientifico, hanno messo a disposizione del direttore degli scavi archeologici, professoressa Nakis Karamagarali, la loro esperienza speleologica maturata in oltre vent'anni di ricerche condotte nei sotterranei di origine antropica di Genova e della Liguria, ma anche all'estero (Malta, Cappadocia, Armenia, Cina).
L'invito nasce a seguito di dieci spedizioni realizzate dal Centro Studi Sotterranei nelle strutture ipogee della Cappadocia, dagli incontri nei congressi internazionali, dalle numerose pubblicazioni sull'argomento, tra le quali "Cappadocia, le città sotterranee" edito dall'Istituto Poligrafico dello Stato. Soprattutto, fa seguito alla eccezionale collaborazione che il gruppo di Genova aveva già sviluppato nel 2005, con l'esplorazione degli oltre ottocento siti sotterranei di Anì, capitale millenaria dell'Armenia medievale.
Questa volta, in sinergia con l'equipe archeologica turca, sono state condotte esplorazioni nel sottosuolo di una nuova area presso il grande lago salato di Van, nella Turchia orientale.
Il territorio è particolarmente suggestivo. E' costituito da ampie distese ondulate, semideserte, e da una orografia aspra, ad una altitudine media di 1.700 metri. E' caratterizzato da immense colate laviche e depositi di ossidiana provenienti da antichi apparati vulcanici svettanti oltre i 3.000 metri, a pochi chilometri dal maestoso cono dell'Ararat (5.137 metri), presso il confine dell'Iran e della Repubblica Armena.
Ma è anche una regione ricca di storia e di vestigia di antiche civiltà. Nel IX secolo a.C. era qui fiorente la civiltà Urartu la cui capitale, Tuspa, fu conquistata, nel VII sec. a.C. da Sciti e Cimeri, e poi da Medi, Persiani, Romani, Bizantini e Arabi. Fece parte della Grande Armenia sino alla conquista dei Selgiuchidi nell'XI secolo d.C. Conquistata da Tamerlano nel 1387. Sottomessa agli Ottomani nel 1473.
Nell'ambito degli scavi archeologici condotti dal gruppo di Ankara, l'obiettivo della piccola, ma particolarmente esperta equipe genovese è l'esplorazione, la documentazione e, possibilmente, la datazione delle strutture rupestri e sotterranee che verranno individuate nell'area indagata. Le aspettative sono quelle di ritrovare opere attribuibili alle civiltà più arcaiche. In particolare si spera di individuare canalizzazioni idriche sotterranee urartaiche che potrebbero gettare nuova luce sulle più antiche tecniche per il controllo dell'acqua e, dunque, sull'origine di molti insediamenti asiatici.
Il progetto della equipe genovese è stato sviluppato e si è svolto sotto l'egida della Società Speleologica Italiana, Commissione Cavità Artificiali, organismo nazionale che promuove varie attività di studio a livello locale ed internazionale, cura il catasto delle cavità, edita le riviste Speleologia e Opera Ipogea, strumenti di stampa specializzata.
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